


VITERBO - Oggi pomeriggio Viterbo ha dato l'utimo saluto a Roberto “Gigi” Baldini, artigiano e commerciante che ha fatto della gentilezza il suo mestiere.

Più che un funerale quello che si è celebrato alle 15 nella chiesa della Trinità è stato un abbraccio collettivo con cui l'intera città ha salutato l’uomo che per anni ha farcito le giornate cittadine di sorrisi, pizza eccezionale e hot dog da prendere “rigorosamente con tutto”. La cerimonia si è aperta con il contributo della nuora, che ha tracciato un ritratto intimo di Roberto, l’uomo prima ancora del commerciante.
Artigiano di relazioni e di forno, aveva una regola non scritta: osteria del buon umore. Accoglieva i clienti chiamandoli scherzosamente “Gigi” un modo per dire “qui si è di casa”. Con ognuno scambiava battute e pezzi di vita, come fossero condimenti indispensabili. Sempre scherzoso, sempre sorridente. Si fermava a chiacchierare con i clienti, per poi interrompere la conversazione con la sua proverbiale frase In viterbese: ' Se Gigi sta a chiacchiera' la pizza se sta a brucia' e spariva in cucina per poi ritornare con una teglia fumante.

Oggi in chiesa, in prima fila i familiari e subito dietro, un fiume di amici, assiepati sui banchi, che hanno voluto dare l’ultimo saluto a un pezzo storico di Viterbo.
'Gigi era un uomo mite e stimato da tutti - ha esordito padre Giuseppe Cacciotti, ricordando Roberto con il nome con cui affettuosamente chiamava sé stesso e gli altri - la sua gioia di vivere e il suo umorismo avevano trasformato un luogo di lavoro in una casa. Un uomo che amava il lavoro e la sua famiglia, che aveva seminato bene con cui si apre un orizzonte di eternità. Oggi preghiamo, celebriamo questa Santa Messa perché lì venga accolto nostro fratello Gigi'.
